CLIMA

La Valpolicella ha un clima che in senso generale si può classificare come continentale o sub-continentale, ma con l’influenza di vari fattori geografici che creano diversi microclimi, in particolare a ridosso delle colline. In alcuni casi, per esempio, con esposizioni a sud e una certa vicinanza al Lago di Garda, si crea un microclima che si potrebbe definire sub-mediterraneo con flora e fauna caratteristiche di latitudini molto più basse.

L’influenza del lago, in particolare, mitiga sia le temperature minime invernali che le massime estive, fenomeno che si attenua allontanandosi da essa. La conformazione orografica della Valpolicella (valli longitudinali orientate sud-nord) è favorevole al sollevamento delle masse d’aria lungo i pendii, specialmente quando soffiano venti meridionali: questo influenza il clima dell’areale per quanto riguarda la temperatura e le precipitazioni.

TEMPERATURA

Pur rimanendo nei parametri di un clima sub-continentale, si è spesso osservato che le temperature minime invernali si presentano molto basse solo nelle zone di pianura, mentre nelle zone collinari esse sono sempre superiori di qualche grado: questo perché l’umidità relativa è più bassa nelle zone più elevate, e di conseguenza l’andamento della temperatura sarà inverso, aumentando. D’estate, invece, la temperatura si mantiene sempre un po’ più bassa in collina rispetto alla pianura, in modo particolare durante le ore notturne quando la brezza montana giunge in fondo valle ma fatica ad arrivare in pianura, facendo persistere il caldo afoso per molti giorni di seguito anche di notte.

In inverno, in presenza di zone di alta pressione centrate sulle Alpi e persistenti anche parecchi giorni , si forma al suolo uno strato di inversione termica con temperature molto basse, formazioni nebbiose persistenti, umidità relativa vicina al punto di saturazione e forte inquinamento (smog). Al di sopra dello strato di inversione termica, che di solito non supera i 150 metri, splende il sole, la temperatura è molto mite e l’umidità relativa si abbassa di molto.

Negli ultimi decenni si è osservato un innalzamento dei fronti nebbiosi fino in collina, a causa dell’inspessimento progressivo dello strato di inversione termica dovuto alla presenza nell’aria di quantità sempre maggiori di polveri sottili e di inquinanti che determinano una temperatura più alta dentro lo strato e che forniscono abbondanti nuclei di condensazione alla massa d’aria stazionante che diventa più densa, e lo strato di nebbia diviene più spesso.

PRECIPITAZIONI

Con una quantità annua compresa storicamente fra 900 e 1100 mm, le precipitazioni sono tendenzialmente più abbondanti passando dalla pianura verso la collina e la montagna, tanto che in collina se ne misura un terzo di più che in pianura ed in montagna a volte il doppio. L’apporto annuo è dovuto essenzialmente alle forti precipitazioni temporalesche estive, ma spesso in autunno le piogge sostenute dallo scirocco possono essere altrettanto abbondanti. Di solito le piogge più intense in Valpolicella sono portate dai venti meridionali, in particolare quando si forma una zona di bassa pressione sul Golfo di Genova che richiama aria calda ed umida dall’Adriatico. Non è raro che certi fenomeni superino i 100 mm in un solo giorno.

A volte, nel corso dei forti temporali estivi si verificano in Valpolicella anche fenomeni grandinigeni che possono essere dannosi per i vigneti. Questo accade solitamente quando arriva un fronte freddo da nord-ovest che contrasta con la massa d’aria molto calda stazionante al suolo da parecchi giorni.

Le gelate e le nevicate in Valpolicella sono sempre più rare e scarse a causa del cambiamento climatico globale dovuto all’effetto serra. Esistono però dei rari punti, specie dove una valle diventa molto stretta prima di iniziare con la montagna, che presentano microclimi molto particolari in cui la neve può cadere anche abbondante mentre tutto intorno, anche a quote più elevate, piove: questo è dovuto al fatto che essendo in quel punto la valle molto stretta non esiste ricambio d’aria e l’aria fredda precedentemente affluita rimane stazionante al suolo, impedendo alla neve di trasformarsi in pioggia, come più a valle o ad altitudini analoghe.

VENTI

Il regime dei venti in Valpolicella è influenzato dalle brezze: brezza di valle dai quadranti meridionali di giorno, brezza di monte dai quadranti settentrionali di notte. Le brezze aumentano di velocità passando dalla pianura alla collina, e superano i 30-40 km/h lungo le dorsali, soprattutto durante il periodo estivo, quando l’escursione termica giornaliera è elevata.

Molto importante per la Valpolicella è lo Scirocco, vento caldo umido da sud-est che porta precipitazioni abbondanti, in particolare sulle colline esposte a sud-est, e raggiunge i 50-60 km/h. Altrettanto influente è il Foehn, vento molto secco e mite anche durante l’inverno, che soffia a volte turbolento dai quadranti settentrionali con raffiche che possono raggiungere anche i 100 km/h; al contrario delle brezze aumenta di velocità quando raggiunge la pianura, e deriva dalla presenza di bassa pressione in Valpadana in contrasto con alta pressione sull’Europa Centrale.

Un altro vento particolare proviene da Nord-Est, freddo e relativamente umido, specie in pianura, e raggiunge la Valpolicella come prolungamento della Bora dell’Alto Adriatico, piuttosto smorzato nell’intensità anche se supera a volte i 50 km/h. È formato dal richiamo di ingenti quantità di aria fredda dai Balcani, quando l’anticiclone russo-siberiano si spinge fino all’Europa centro-occidentale e contemporaneamente si forma una zona di bassa pressione sul Tirreno.

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