OPERATORI RUSSI IN VALPOLICELLA

Workshop organizzato dal Consorzio Valpolicella per un gruppo di buyers russi in rappresentanza dei maggiori importatori del Paese.

Foto dell'evento

11th September 2013 - Si concludono oggi i tre giorni del workshop organizzato dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella per dieci buyers russi in rappresentanza dei maggiori importatori del Paese. Per gli ospiti un'esperienza alla scoperta delle aziende vitivinicole, del territorio e della cucina locale, con atelier enogastronomici e un focus mirato sulle differenze determinate da terroir e microclima all'interno delle stesse tipologie di vino. Ieri al Byblos Hotel di Corrubbio di Negarine degustazione cieca di tutte le tipologie della denominazione Valpolicella con i vini di 18 aziende afferenti al Consorzio.

I dati relativi alla presenza del vino italiano sui mercati esteri nel 2013, stilati prendendo in esame la diffusione delle bottiglie da 0,75 lt di vino rosso fermo nel canale retail di Austria, Belgio, Svizzera, Germania, Danimarca, Francia, Olanda, Russia, UK e Usa, dicono che sul totale dei vini Made in Italy il 33% sono Doc, il 32% Docg, il 26% Igt e Vdt, il 5% Valpolicella e il 4% Amarone e Recioto, con una diminuzione del Valpolicella, rispetto al 2012, del - 3,1% e un aumento di Amarone e Recioto del + 4,5%.

Per quanto riguarda invece il mercato russo, il Valpolicella copre una quota pari al 7%, mentre Amarone e Recioto solo lo 0,2%, confermando la propensione di questi vini ad un acquisto nei negozi specializzati, ovvero ad un consumo negli esercizi del canale Horeca. Per quanto riguarda la tipologia Valpolicella, in particolare, il Valpolicella Doc rappresenta il 58% del totale, seguito dal Valpolicella Classico (36%, in ascesa) e dal Valpolicella Superiore, con il 6%.

Il mercato del vino in Russia è considerato dagli esperti come uno dei più dinamici al mondo. Negli ultimi anni i ritmi della crescita dei consumi e delle vendite di vini sono aumentati rispettivamente del 15% e del 25%, con i vini rossi fermi stranieri al vertice dell’export pari ad un 60% delle importazioni totali, consacrandoli il prodotto preferito dai consumatori russi.